CBAM dell’UE per gli elementi di fissaggio: cosa devono sapere gli importatori nel 2026
Dal 1° gennaio 2026, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE (CBAM) è entrato nella sua fase definitiva. Gli importatori di merci comprese nell’ambito di applicazione che superano la soglia applicabile devono contabilizzare le emissioni di carbonio incorporate associate alle loro importazioni e rispettare i requisiti CBAM in materia di autorizzazione, rendicontazione e obblighi finanziari.
Per le importazioni effettuate nel corso del 2026, la prima dichiarazione annuale CBAM e la relativa restituzione dei certificati devono essere effettuate entro il 30 settembre 2027.
Il CBAM si applica alle importazioni di determinati elementi di fissaggio e di altri prodotti in ferro e acciaio rientranti nelle classificazioni doganali pertinenti. Nel regime definitivo, gli importatori dell’UE le cui merci comprese nell’ambito di applicazione superano la soglia annuale applicabile di 50 tonnellate sono soggetti agli obblighi CBAM.
Che cos’è il CBAM?
Il CBAM è un meccanismo normativo europeo concepito per allineare la tariffazione del carbonio all’interno e all’esterno dell’UE. Il suo obiettivo è prevenire la concorrenza sleale quando la produzione avviene in paesi con normative climatiche meno rigorose.
Il meccanismo impone un prelievo legato al carbonio sulle merci importate nell’UE, basato sulle emissioni di CO₂ incorporate generate durante la produzione.
Nella categoria degli elementi di fissaggio, la maggior parte delle emissioni si genera durante i processi di produzione dell’acciaio, come la fusione e la laminazione. Quando l’acciaio o gli elementi di fissaggio finiti vengono prodotti al di fuori dell’UE, tali emissioni rientrano nell’ambito di applicazione del CBAM.
Il CBAM si applica pertanto a tutti gli importatori dell’UE che acquistano elementi di fissaggio al di fuori dell’UE.
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Cosa cambia dal 2026?
Durante il periodo transitorio (2023–2025), si applicava esclusivamente un obbligo di rendicontazione. Dal 1° gennaio 2026, si applica anche un obbligo di pagamento.
Gli importatori dell’UE sono tenuti a:
- Calcolare le emissioni incorporate nelle merci importate
- Acquistare certificati CBAM in base a tali emissioni
- Restituire i certificati annualmente
- Presentare una dichiarazione annuale CBAM in linea con la metodologia dell’UE
- Applicare valori predefiniti quando non sono disponibili dati verificati sulle emissioni
Il CBAM diventa pertanto una componente strutturale dei costi all’interno della catena di approvvigionamento delle importazioni.
Il prelievo dovuto aumenterà gradualmente fino al 2034, parallelamente alla graduale eliminazione delle quote gratuite nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS).
Il CBAM è un obbligo di legge dell’UE che si applica a tutti gli importatori di prodotti che rientrano nel suo ambito di applicazione. Non è un sovrapprezzo discrezionale e non è specifico di Fabory: il quadro si applica a tutto il settore.
Cosa succede in caso di mancata conformità?
Il CBAM è applicato ai sensi della legislazione dell’UE e monitorato attraverso i sistemi doganali e di rendicontazione.
La mancata conformità può comportare:
- Sanzioni finanziarie
- Sanzioni amministrative
- Maggiore controllo da parte delle autorità
- Restrizioni sulle attività di importazione
Le aziende devono valutare gli obblighi CBAM in base all’importatore, alla classificazione del prodotto, al paese di origine e alle soglie applicabili. Le modifiche alla catena di approvvigionamento non devono essere utilizzate per eludere i requisiti CBAM.
Perché è importante per il settore degli elementi di fissaggio
Una quota significativa della produzione globale di elementi di fissaggio e della relativa produzione di acciaio avviene al di fuori dell’UE. Il CBAM rappresenta pertanto un cambiamento strutturale nel quadro normativo del settore.
L’impatto è sia finanziario sia amministrativo. La raccolta dei dati sulle emissioni, il coinvolgimento dei fornitori, la garanzia di una corretta classificazione dei prodotti, la gestione dei certificati e il rispetto degli obblighi di rendicontazione richiedono processi interni strutturati e responsabilità chiare.
Di cosa hanno bisogno gli importatori di elementi di fissaggio che rientrano nell’ambito di applicazione
- Dati sulle emissioni affidabili e verificabili
- Sistemi amministrativi e di rendicontazione correttamente implementati
- L’autorizzazione CBAM richiesta
- Processi interni di conformità chiari
Un approccio professionale e tempestivo è essenziale per evitare rischi, ritardi e sanzioni.
Per una prospettiva commerciale su come il CBAM incide sui produttori e sui team acquisti, leggete la nostra analisi CBAM Blind Spot.
L’approccio di Fabory
Fabory è pienamente preparata ad attuare il CBAM e ha ottenuto le autorizzazioni necessarie e la struttura di governance richiesta per rispettare tutti gli obblighi normativi.
Il nostro approccio comprende:
- Autorizzazione CBAM ufficiale
- Coinvolgimento attivo dei fornitori per ottenere i dati sulle emissioni
- Classificazione accurata dei prodotti e documentazione completa
- Applicazione di metodologie di calcolo conformi ai requisiti dell’UE
- Comunicazione trasparente sull’impatto sui costi e sulle strutture dei prezzi
Offriamo ai nostri clienti continuità, fiducia nella conformità e prevedibilità in un contesto normativo in evoluzione.
Il CBAM modifica radicalmente il modo in cui i prodotti legati all’acciaio vengono importati, regolamentati e prezzati. Una preparazione accurata e una governance solida sono essenziali.
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